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POLITICA

Sassuolo, il caso del Sindaco: nel mirino degli haters sui social, ma un audio del passato riaccende la bufera

Il dibattito pubblico a Sassuolo si accende drammaticamente in queste ore, stringendosi attorno a due vicende diametralmente opposte che vedono protagonista la figura del primo cittadino. Da un lato, la ferma e unanime condanna per le gravissime minacce di morte comparse sui social network nei confronti del sindaco; dall’altro, il riemergere di una vecchia registrazione […]

Cesare Barone
Cesare Barone
10 set 2026 · 2 min lettura · 5 views
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Il dibattito pubblico a Sassuolo si accende drammaticamente in queste ore, stringendosi attorno a due vicende diametralmente opposte che vedono protagonista la figura del primo cittadino. Da un lato, la ferma e unanime condanna per le gravissime minacce di morte comparse sui social network nei confronti del sindaco; dall’altro, il riemergere di una vecchia registrazione del 2020 che getta un’ombra sui rapporti istituzionali con le forze dell’ordine locali.

La cronaca recente racconta di un clima d’odio online che ha superato ogni limite di tolleranza democratico. Sotto un post pubblicato sulla pagina di un consigliere comunale, un utente ha rivolto parole di inaudita violenza contro gli amministratori e, nello specifico, contro il sindaco, invitando esplicitamente ad “armarsi e sparare”. Di fronte a un attacco di questa portata, che evoca l’uso delle armi e la violenza fisica, non possono esserci giustificazioni o divisioni di parte. La solidarietà nei confronti del primo cittadino deve essere totale e incondizionata. Quando il dissenso politico si trasforma in minaccia di morte, viene aggredita l’istituzione stessa e il principio civico della comunità. La decisione del sindaco di sporgere denuncia formale alle autorità è un atto doveroso per ribadire che lo spazio pubblico non può diventare un’arena di impunità verbale.

Tuttavia, parallelamente alla necessaria vicinanza istituzionale per le intimidazioni subite, l’opinione pubblica locale si trova a fare i conti con un elemento di forte contrasto: il ritorno alla luce di un audio risalente al 2020. Nella registrazione in questione, i toni usati dal sindaco nei confronti del comandante della Polizia Municipale appaiono pesanti e intimidatori, delineando una dinamica di scontro verbale che scavalca i binari del corretto e rispettoso confronto tra ruoli istituzionali.

Se le minacce odierne che colpiscono il primo cittadino vanno condannate senza riserve, allo stesso modo non si può non stigmatizzare con forza il comportamento emerso da quell’audio del 2020. Chi rappresenta lo Stato e i cittadini ha il dovere morale di mantenere un profilo improntato alla trasparenza, alla moderazione e al rispetto profondo verso i servitori della comunità, a maggior ragione se si tratta del comandante della Polizia Locale. L’uso di espressioni intimidatorie o coercitive da parte di chi detiene il potere politico contro i funzionari tecnici costituisce un precedente grave, che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nel corretto funzionamento della macchina amministrativa.

Tuttavia, parallelamente alla necessaria vicinanza istituzionale per le intimidazioni subite, l’opinione pubblica locale si trova a fare i conti con un…

Sassuolo si trova oggi davanti a un bivio comunicativo ed etico. La difesa della sicurezza personale e della dignità del sindaco di fronte alle barbarie dei social è un principio democratico non negoziabile. Al contempo, la pretesa di un linguaggio istituzionale specchiato, privo di prevaricazioni passate o presenti, resta un pilastro altrettanto fondamentale per la tenuta civile della città.

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