QUESTA È UNA COSA GRAVISSIMA. Sto guardando il servizio di Quarta Repubblica sulla vicenda dei medici di Ravenna e, se quello che sta emergendo verrà confermato fino in fondo, qui siamo davanti a qualcosa che va ben oltre una semplice opinione politica. Perché un medico può essere di destra, di sinistra, favorevole o contrario ai […]

QUESTA È UNA COSA GRAVISSIMA. Sto guardando il servizio di Quarta Repubblica sulla vicenda dei medici di Ravenna e, se quello che sta emergendo verrà confermato fino in fondo, qui siamo davanti a qualcosa che va ben oltre una semplice opinione politica. Perché un medico può essere di destra, di sinistra, favorevole o contrario ai CPR. Può pensarla come vuole. Ma quando indossa il camice deve fare il medico. Non l’attivista. Non il militante. Non il politico. Se davvero sono stati utilizzati certificati sanitari non veritieri per impedire l’ingresso nei CPR e ostacolare provvedimenti dello Stato, allora per me non ci sono mezze misure. SE I FATTI SARANNO CONFERMATI, PER ME QUESTI MEDICI VANNO RADIATI. Lo dico chiaramente. Perché quel certificato non è un volantino politico. È un atto medico. Produce conseguenze reali. E lo Stato deve potersi fidare di chi lo firma. Ancora più grave sarebbe se dietro quelle certificazioni ci fosse stata davvero una scelta ideologica o “etica” contro i CPR. No. Se una legge non ti piace, la contesti. Manifesti. Voti per cambiarla. Ma non usi il camice per aggirarla. La magistratura accerti le responsabilità. L’Ordine dei Medici faccia il proprio dovere. Ma la mia opinione è chiarissima: se viene dimostrato che un medico ha falsificato consapevolmente un certificato per bloccare l’applicazione della legge, non dovrebbe più avere il diritto di firmarne un altro. Il camice bianco merita rispetto. Proprio per questo non può diventare uno strumento di militanza politica. LE REGOLE VALGONO PER TUTTI. Anche per chi pensa di essere sopra lo Stato. Ogni dubbio è lecito.
“QUESTA È UNA COSA GRAVISSIMA. Sto guardando il servizio di Quarta Repubblica sulla vicenda dei medici di Ravenna e, se quello che sta emergendo verrà…”
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