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POLITICA

Modena centro: la “perla” di pavé che scotta. Caro Sindaco, la transizione ecologica si fa dentro le mura.

È facile far quadrare i conti del verde pubblico sbandierando i boschi urbani della periferia o le oasi oltre la tangenziale. Ma provate a passeggiare in Piazza Grande o lungo Via Emilia Centro in estate, oppure a respirare l’aria stagnante che si accumula tra i palazzi storici nelle giornate di picco delle polveri sottili. La […]

Cesare Barone
Cesare Barone
11 set 2026 · 2 min lettura · 4 views
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È facile far quadrare i conti del verde pubblico sbandierando i boschi urbani della periferia o le oasi oltre la tangenziale. Ma provate a passeggiare in Piazza Grande o lungo Via Emilia Centro in estate, oppure a respirare l’aria stagnante che si accumula tra i palazzi storici nelle giornate di picco delle polveri sottili. La verità è che il centro storico di Modena è stato dimenticato dalla transizione ecologica, ridotto a una splendida ma rovente piastra di pietra e pavé, circondata da un anello di viali che troppo spesso si trasforma in un’autostrada urbana.

Il sindaco Massimo Mezzetti e la sua giunta non possono continuare a considerare il cuore della città come un museo intoccabile, immune alle sfide del cambiamento climatico. Il centro storico ha bisogno di una cura shock: il verde non è un elemento di arredo urbano stagionale, ma un’infrastruttura vitale per la salute dei modenesi e per la sopravvivenza stessa delle attività commerciali.

L’anello dei viali (Viale Martiri della Libertà, Viale Reiter, Viale Rimembranze) delimita il cuore della città ma, anziché essere il biglietto da visita verde di Modena, funge da barriera di smog. È ora di avviare un piano di “riforestazione intensiva” dei viali: non semplici aiuole, ma barriere arboree fitte, capaci di intercettare le polveri sottili prima che penetrino nei vicoli del centro e di creare percorsi ciclabili e pedonali completamente ombreggiati.

Il recupero estetico di piazze come Piazza Roma di fronte al Palazzo Ducale o la riqualificazione di Piazza Matteotti hanno restituito ordine visivo, ma hanno creato dei veri e propri deserti di pietra invivibili per gran parte dell’anno. La scusa del “vincolo storico” non regge più di fronte alla crisi climatica. Il Comune deve dialogare con la Soprintendenza per inserire alberature in vaso di grandi dimensioni, strutture verdi verticali mobili e pergolati rampicanti biologici. Il centro deve tornare a essere un luogo di aggregazione, non una prova di sopravvivenza sotto il sole.

Il tessuto medievale non permette grandi parchi, ed è per questo che serve una strategia di agopuntura urbana. Ogni piccolo spazio sottratto alle auto o al degrado deve diventare un un micro-parco di quartiere. Piazzette secondarie, cortili interni di edifici pubblici ed ex aree di sosta all’interno della ZTL vanno de-impermeabilizzati e riconvertiti in piccoli polmoni verdi con sedute e fontanelle. Inoltre, il Comune dovrebbe incentivare – anche attraverso sgravi fiscali – la creazione di tetti verdi e pareti verticali vegetali sui palazzi meno vincolati.

L’anello dei viali (Viale Martiri della Libertà, Viale Reiter, Viale Rimembranze) delimita il cuore della città ma, anziché essere il biglietto da visita verde…

Sindaco Mezzetti, governare il centro storico non significa solo gestire i tavolini dei locali o il transito dei furgoni delle consegne. Significa garantire che tra quelle mura si possa ancora respirare e camminare senza rischiare un colpo di calore. Se il Piano del Verde si ferma alle porte della ZTL, non è un piano: è un’occasione persa.

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