I LAUREATI AL PD, MA CHI LAVORA SCEGLIE FRATELLI D'ITALIA Ho visto il post pubblicato da Bonaccini sul voto per titolo di studio alle Europee 2024. Un dato interessante, certo. Se tra i laureati il Pd raccoglie più consensi, nessuno lo nega. Bravi, ammirevole. Ma la politica non può fermarsi lì, perché esiste un altro […]

I LAUREATI AL PD, MA CHI LAVORA SCEGLIE FRATELLI D'ITALIA
Ho visto il post pubblicato da Bonaccini sul voto per titolo di studio alle Europee 2024. Un dato interessante, certo. Se tra i laureati il Pd raccoglie più consensi, nessuno lo nega. Bravi, ammirevole. Ma la politica non può fermarsi lì, perché esiste un altro dato forse ancora più rivelatore: quello di chi ogni giorno manda avanti il Paese lavorando, rischiando, producendo, pagando tasse, stipendi e contributi.
E qui il quadro cambia. Tra autonomi e dipendenti, cioè tra chi vive davvero il peso del lavoro reale, Fratelli d’Italia risulta il primo partito. È un dato che dovrebbe far riflettere, perché racconta una distanza sempre più evidente tra una certa sinistra e il mondo produttivo. Da una parte c’è chi rivendica il consenso dei più istruiti; dall’altra c’è chi intercetta il voto di chi tiene aperte aziende, negozi, partite Iva, cantieri, uffici e fabbriche.
Il punto non è fare la guerra tra chi ha studiato di più e chi ha studiato di meno. Sarebbe stupido e anche offensivo. Il punto vero è capire chi oggi riesce a rappresentare meglio le preoccupazioni concrete di chi lavora: costo della vita, tasse, burocrazia, sicurezza, salario, futuro dei figli. Perché senza il lavoro non c’è welfare, non c’è redistribuzione e non c’è nemmeno la ricchezza da spartire.
Per questo il dato pubblicato da Bonaccini è interessante, ma incompleto. Per leggere davvero il Paese bisogna guardare anche — e forse soprattutto — a chi il Paese lo manda avanti ogni mattina. E lì il segnale politico è molto chiaro.
“E qui il quadro cambia. Tra autonomi e dipendenti, cioè tra chi vive davvero il peso del lavoro reale, Fratelli d’Italia risulta il primo partito. È un dato…”
#Lavoro #Politica #Europee2024