MELONI PUÒ PIACERE O NO. MA HA FATTO LA STORIA. Giorgia Meloni può piacere oppure no. Si possono criticare le sue decisioni, contestare le promesse non mantenute e chiedere molto di più al suo governo. Lo faccio anch’io, quando lo ritengo necessario. Ma negare ciò che è appena accaduto significherebbe essere intellettualmente disonesti. Il governo […]

MELONI PUÒ PIACERE O NO. MA HA FATTO LA STORIA.
Giorgia Meloni può piacere oppure no. Si possono criticare le sue decisioni, contestare le promesse non mantenute e chiedere molto di più al suo governo. Lo faccio anch’io, quando lo ritengo necessario.
Ma negare ciò che è appena accaduto significherebbe essere intellettualmente disonesti.
Il governo Meloni è diventato il più longevo della storia della Repubblica italiana: ha superato i 1.412 giorni del Berlusconi II, stabilendo un primato che nessun altro singolo esecutivo aveva mai raggiunto.
Pensate da dove era partita: prima donna a Palazzo Chigi, descritta da molti come un pericolo per l’Italia e per l’Europa. C’era chi prevedeva isolamento internazionale, mercati in fuga e un governo destinato a crollare in pochi mesi.
Quattro anni dopo è ancora lì. Ha tenuto unita una coalizione, ha restituito all’Italia una stabilità politica rarissima e viene riconosciuta dai principali leader internazionali come un’interlocutrice autorevole.
Il segretario generale della NATO Mark Rutte si è congratulato con lei, ringraziando l’Italia perché «grande alleato nella NATO». Sono arrivati riconoscimenti anche da Narendra Modi, Edi Rama, Sanae Takaichi e da numerosi altri capi di governo.
Attenzione: durare non significa automaticamente governare bene, avere sempre ragione o avere risolto tutti i problemi degli italiani. Gli stipendi, la sanità, la sicurezza, l’immigrazione e il costo della vita restano questioni sulle quali pretendere risposte concrete.
Ma la storia non si cancella perché non piace.
Giorgia Meloni ha infranto un altro soffitto di cristallo e ha dimostrato che una donna di destra, partita dalla militanza e arrivata a Palazzo Chigi, poteva garantire all’Italia ciò che sembrava impossibile: la stabilità.
La sinistra può continuare a insultarla. Noi continueremo a giudicarla sui fatti.
E questo, piaccia o non piaccia, è un fatto storico.
“Ma negare ciò che è appena accaduto significherebbe essere intellettualmente disonesti.”
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