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POLITICA

L’UNICA VIA PER NON CONSEGNARE L’ITALIA ALLA SINISTRA: L’ASSE MELONI-VANNACCI È UN DOVERE STORICO

Il panorama politico italiano, in costante evoluzione a ridosso delle prossime scadenze elettorali, si trova davanti a un bivio matematico e strategico non più rimandabile. Con i sondaggi che attestano il movimento Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci stabilmente attorno all’8%, la frammentazione del campo conservatore rischia di diventare il più grande regalo per il […]

Cesare Barone
Cesare Barone
29 set 2026 · 2 min lettura · 2 views
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Il panorama politico italiano, in costante evoluzione a ridosso delle prossime scadenze elettorali, si trova davanti a un bivio matematico e strategico non più rimandabile. Con i sondaggi che attestano il movimento Futuro Nazionale del generale Roberto Vannacci stabilmente attorno all’8%, la frammentazione del campo conservatore rischia di diventare il più grande regalo per il centrosinistra. Il recente banco di prova delle suppletive in Calabria ha dimostrato che, sebbene il centrodestra mantenga la sua tenuta fondamentale e Vannacci non abbia operato uno sfondamento dirompente, la competizione interna rischia di consumare preziose energie politiche. Per Giorgia Meloni non è più il momento di considerare il generale come un semplice elemento di disturbo sulla propria destra o un rivale da inseguire. L’attuale impianto elettorale parla chiaro: l’autosufficienza della coalizione di governo è un’illusione aritmetica che potrebbe decretare la sconfitta. Il 61% degli elettori di Vannacci esprime una forte convergenza verso una coalizione di centrodestra, e una solida maggioranza del 53% della base di Fratelli d’Italia vede di buon occhio questa intesa. Gli elettorati sono già uniti nei valori, nei principi e nella visione del futuro; costringerli a dividersi nelle urne sarebbe un errore imperdonabile. La prudenza tattica che spinge Meloni a ridimensionare l’alleato va superata. Certo, le frizioni con l’ala moderata della coalizione non mancano, ma la responsabilità del governo e la necessità di “governare bene” – come spesso sottolineato dalla stessa Premier – richiedono realismo numerico prima ancora che ideologico. Del resto, lo stesso Vannacci non ha mai nascosto la convergenza di ideali, tracciando ponti anziché muri e aprendo a naturali mediazioni. Un accordo preelettorale programmatico e stabile tra la leader di Fratelli d’Italia e il generale non è una concessione, ma una necessità per blindare la vittoria del centrodestra e garantire la continuità dell’esecutivo. La politica è l’arte del possibile, e oggi il possibile coincide con il dovere di unire le forze per impedire che il Paese scivoli nuovamente verso soluzioni di sinistra. Meloni e Vannacci hanno le carte in mano per blindare il futuro dell’Italia: trovarle è l’unica via d’uscita.

“Il panorama politico italiano, in costante evoluzione a ridosso delle prossime scadenze elettorali, si trova davanti a un bivio matematico e strategico non più…”

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