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POLITICA

IL MIRACOLO IN UN FILO DI VOCE: A GENOVA 131 DESTINI SALVATI DA UNA TELEFONATA, MA L’INDUSTRIA ITALIANA RESTA IN COMA

Ci sono momenti in cui la politica abbandona i formalismi dei tavoli tecnici e ritrova la sua vocazione più nobile: la difesa dell’essere umano. La svolta nella drammatica vertenza della sede Ericsson di Genova rappresenta esattamente questo. Dietro il freddo dato burocratico della revoca di 131 licenziamenti collettivi si nasconde una vittoria straordinaria che porta […]

Cesare Barone
Cesare Barone
6 ott 2026 · 2 min lettura · 1 views
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Ci sono momenti in cui la politica abbandona i formalismi dei tavoli tecnici e ritrova la sua vocazione più nobile: la difesa dell’essere umano. La svolta nella drammatica vertenza della sede Ericsson di Genova rappresenta esattamente questo. Dietro il freddo dato burocratico della revoca di 131 licenziamenti collettivi si nasconde una vittoria straordinaria che porta la firma della determinazione personale del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. In un panorama industriale troppo spesso abituato alle rese incondizionate di fronte alle logiche globali dei tagli, l’intervento in prima persona della Premier ha rotto gli schemi della classica burocrazia ministeriale. Con una telefonata diretta e un’interlocuzione serrata con l’amministratore delegato della multinazionale svedese, Andrea Missori, Giorgia Meloni ha messo sul tavolo il peso dello Stato, dimostrando che l’Italia non è un territorio di conquista in cui disinvestire a cuor leggero, ma una nazione che tutela fino in fondo le proprie eccellenze e le proprie competenze tecnologiche. Il dietrofront di Ericsson, che ha accettato di trasformare i licenziamenti unilaterali in un percorso basato esclusivamente su uscite volontarie e forti incentivi all’esodo fino a 48 mesi, certifica l’efficacia di una diplomazia politica pragmatica e patriottica. La Premier non si è limitata a delegare la crisi ai canali istituzionali ordinari; ha preso in mano la situazione, spendendo l’autorevolezza del proprio ruolo per bloccare un’ingiustizia sociale che avrebbe impoverito non solo il polo tecnologico degli Erzelli, ma l’intero ecosistema industriale ligure. Questo successo restituisce dignità e serenità a 131 famiglie che fino a poche ore fa vedevano il proprio futuro professionale drammaticamente compromesso. Certamente, come evidenziato dalle sigle sindacali e dagli osservatori del settore, la crisi strutturale delle telecomunicazioni rimane un nodo macroeconomico complesso, che richiederà strategie sistemiche a lungo termine per superare la gestione delle continue emergenze. Tuttavia, quanto accaduto a Genova traccia una linea di demarcazione fondamentale per il futuro: la dimostrazione che, di fronte alla minaccia di una perdita di tutele lavorative, il Governo sa intervenire con tempestività, cuore e fermezza politica. L’azione di Giorgia Meloni non è stata una semplice mediazione strategica, ma un autentico atto di scudo sociale, l’esempio tangibile di una leadership che non esita a scendere in campo in prima persona quando a essere a rischio sono la vita, il lavoro e la dignità dei cittadini italiani.

“Ci sono momenti in cui la politica abbandona i formalismi dei tavoli tecnici e ritrova la sua vocazione più nobile: la difesa dell’essere umano. La svolta…”

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