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MENO BUROCRAZIA, PIU’ RIGORE: LA RIVOLUZIONE DELLA STRADA RIPARTE DAL BUON SENSO

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a una riforma strutturale del Codice della Strada che ridefinisce l’equilibrio tra lo Stato e l’automobilista. La novità principale, annunciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è un netto cambio di rotta fiscale: viene bloccato l’adeguamento automatico all’inflazione per i prossimi due anni e gli […]

Cesare Barone
Cesare Barone
14 ott 2026 · 2 min lettura · 1 views
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Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a una riforma strutturale del Codice della Strada che ridefinisce l’equilibrio tra lo Stato e l’automobilista. La novità principale, annunciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è un netto cambio di rotta fiscale: viene bloccato l’adeguamento automatico all’inflazione per i prossimi due anni e gli importi delle sanzioni subiscono un arrotondamento al ribasso. I minimi edittali scendono da 26 e 42 euro rispettivamente a 25 e 40 euro, mentre i verbali da 83 e 87 euro vengono tagliati a 80 euro. Non si tratta solo di uno sconto economico, ma del segnale di una volontà precisa: smettere di usare le contravvenzioni come uno strumento per fare cassa, restituendo alle multe la loro funzione originaria di deterrente educativo. Se da un lato la riforma alleggerisce la pressione sulle tasche dei cittadini, dall’altro alza un muro invalicabile contro l’illegalità e la pirateria stradale. Il contrasto ai furbi delle polizze e delle immatricolazioni estere si fa durissimo: assicurazioni zero tolleranza: chi circola senza copertura assicurativa subisce il divieto di circolazione a tempo indeterminato; giro di vite sulle targhe estere: i veicoli stranieri in Italia da più di 30 giorni dovranno obbligatoriamente conformarsi alle regole assicurative nazionali; tolleranza zero con i conducenti stranieri: viene introdotto un meccanismo di riscossione coattiva per impedire che le sanzioni restino impunite oltre confine. La riforma si schiera apertamente dalla parte del cittadino anche sul fronte dei diritti e della digitalizzazione. I Comuni non potranno più dilatare i tempi burocratici: il termine per la notifica dei verbali da autovelox e dispositivi remoti si dimezza da 90 a 45 giorni. Contemporaneamente, l’Italia dice addio ai documenti cartacei: patente e libretto si controllano via internet, eliminando l’obbligo di averli fisicamente a bordo. Passi da gigante anche sul fronte dell’inclusività e della mobilità sostenibile: la piattaforma nazionale del CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo) diventa obbligatoria per tutti i Comuni, pena il blocco delle telecamere ZTL. Per le due ruote arrivano regole chiare: i motociclisti potranno finalmente usare la corsia di emergenza in caso di code, scatta l’obbligo di casco e targa per le bici dei rider e si applica il divieto di circolazione per i monopattini che creano intralcio o pericolo. Infine, una risposta concreta alla carenza di autisti nel trasporto professionale, con l’innalzamento del limite per le patenti superiori fino a 70 anni (previa visita medica biennale). È una riforma che non cerca la punizione a tutti i costi, ma punta a strade più sicure, digitali e accessibili a tutti.

“Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a una riforma strutturale del Codice della Strada che ridefinisce l’equilibrio tra lo Stato e l’automobilista.…”

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