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DALL’OFFERTA DELLA FRAGILITA’ AL CANTO DELLA SPERANZA: IL SIGNORE SOSTIENE IL MINISTERO DI LEONE XIV

ll sospiro di sollievo è planetario, ma la vera notizia va oltre il freddo responso medico: Papa Leone XIV sta bene, l’intervento al Policlinico Gemelli è perfettamente riuscito. L’asportazione di quel lobo polmonare destro, resa necessaria da un adenocarcinoma diagnosticato in fase precocissima, non ha soltanto rimosso una minaccia biologica; ha riaffermato la straordinaria forza […]

Cesare Barone
Cesare Barone
14 ott 2026 · 2 min lettura · 1 views
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ll sospiro di sollievo è planetario, ma la vera notizia va oltre il freddo responso medico: Papa Leone XIV sta bene, l’intervento al Policlinico Gemelli è perfettamente riuscito. L’asportazione di quel lobo polmonare destro, resa necessaria da un adenocarcinoma diagnosticato in fase precocissima, non ha soltanto rimosso una minaccia biologica; ha riaffermato la straordinaria forza di un Pontificato che ha scelto di non nascondersi dietro i paramenti del mistero, ma di farsi carne, fragilità e trasparenza davanti ai fedeli. C’è un’immagine che rimarrà impressa nella storia di questi giorni convulsi: il Papa che, al termine dell’Angelus, rompe i protocolli della diplomazia curiale per confidare al mondo, con disarmante normalità: “I medici mi hanno trovato un nodulo”. In quel momento, Leone XIV ha spogliato il papato da ogni residuo di algida sacralità della malattia, presentandosi come un uomo tra gli uomini, un malato tra i malati, un fedele che chiede la forza della preghiera ai suoi stessi figli spirituali. I novanta minuti trascorsi dall’équipe del professor Stefano Margaritora in sala operatoria sono stati vissuti dal mondo con il fiato sospeso, in quel limbo sospeso tra la Pineta Sacchetti e le piazze di ogni continente. La tecnica mini-invasiva robotica ha fatto il suo dovere, restituendo alla Chiesa un pastore provato ma non piegato. La “notte tranquilla” trascorsa al decimo piano del Gemelli è la notte in cui la speranza ha ripreso a respirare a pieni polmoni. La Chiesa che si appresta a riabbracciare il suo Papa non è una struttura che ha temuto il vuoto di potere – le prerogative papali non conoscono anestesia né supplenze – ma una comunità che ha riscoperto il valore della propria vulnerabilità. Leone XIV torna sulla cattedra di Pietro con un’autorevolezza ancora più profonda: quella di chi ha guardato in faccia il male del nostro secolo, lo ha chiamato per nome e, con il sorriso di chi si affida a Dio e alla scienza, lo ha superato. Il suo polmone destro sarà ora più leggero, ma il suo respiro spirituale guiderà il mondo con una forza nuova e ancora più umana. Tanti auguri dalla nostra redazione.

“ll sospiro di sollievo è planetario, ma la vera notizia va oltre il freddo responso medico: Papa Leone XIV sta bene, l’intervento al Policlinico Gemelli è…”

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