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CASO DON BRAGLIA E DON MIKODA: INIZIATO NUOVO PROCESSO OGGI IN TRIBUNALE A MODENA: LA LETTERA DI MONSIGNOR SANTO QUADRI, UNA DISPOSIZIONE CHE LA PARROCCHIA CONTINUA A IGNORARE.

<< Il diritto canonico è dalla loro parte. Basta con la denigrazione di due sacerdoti che consideriamo vittime di una ingiustificata persecuzione.>> Inizia così il comunicato stampa dell’avvocato Francesco Minutillo, che insieme all’avvocato Daniela Antoniolli, del foro di Forlì, difendono don Gianni Braglia e don Dario Mikoda nel processo che è iniziato oggi al Tribunale […]

Cesare Barone
Cesare Barone
22 ott 2026 · 2 min lettura · 26 views
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<< Il diritto canonico è dalla loro parte. Basta con la denigrazione di due sacerdoti che consideriamo vittime di una ingiustificata persecuzione.>> Inizia così il comunicato stampa dell’avvocato Francesco Minutillo, che insieme all’avvocato Daniela Antoniolli, del foro di Forlì, difendono don Gianni Braglia e don Dario Mikoda nel processo che è iniziato oggi al Tribunale di Modena ( giudice Francesca Cerrone ). Un nuovo capitolo aperto da don Matteo Malavolti attuale parroco di San Benedetto il quale chiede a don Gianni e don Dario la disponibilità dei locali di Casa di Betania che comprende anche la loro abitazione nella quale vivono da oltre trent’anni oltre ad ambienti destinati all’accoglienza e alle attività assistenziali. La difesa – si legge nel comunicato – ha contestato integralmente la pretesa, opponendo l’esistenza di un autonomo titolo giuridico di godimento fondato, in particolare, sulla disposizione emanata nel 1994 dall’allora arcivescovo Santo Quadri. << La prima considerazione – afferma Minutillo – è molto semplice: avevamo ragione noi! Il 25 marzo scorso , quando una parte di informazione presentava la precedente sentenza del Tribunale come se avesse già imposto a don Braglia e don Mikoda di abbandonare Casa Betania, intervenimmo pubblicamente per spiegare che quella decisione non conteneva alcun ordine di rilascio e non aveva affatto accertato l’inesistenza del diritto dei sacerdoti a rimanere nell’immobile. La diocesi replicò il 20 maggio, convocando, addirittura, una conferenza stampa in Arcivescovado alla presenza di Sua Eccellenza Erio Castellucci, dei propri legali e del vicario generale. In quell’occasione – rimarca Minutillo – venne ribadito che Casa Betania era un’opera parrocchiale, richiamando la precedente sentenza e si annunciò che erano allo studio ulteriori azioni giudiziarie per riottenere la disponibilità dei locali. Il documento centrale della nostra difesa è la lettera dell’11 febbraio 1994 dell’Arcivescovo Santo Quadri. Si tratta di un atto di straordinaria importanza, risalente a quasi trentatré anni fa, quando le attuali controversie erano del tutto inesistenti. Mons. Quadri, dopo avere preso atto delle ingenti liberalità private destinate alla realizzazione di Casa Betania e delle finalità assistenziali dell’opera, stabilì espressamente che, qualora la Parrocchia avesse voluto conseguire l’intera disponibilità degli ambienti, avrebbe dovuto proporre alle persone ospitate e ai volontari operanti nella struttura al momento della cessazione delle responsabilità parrocchiali di Don Braglia una dignitosa abitazione alternativa, preventivamente approvata dall’Arcivescovo o dal suo successore. Non si tratta di una generica raccomandazione di carità. Si tratta, secondo pura ricostruzione giuridica, di una disposizione dell’autorità episcopale, adottata a tutela delle finalità assistenziali dell’opera e delle persone che vi erano stabilmente inserite.>> Una vicenda che lascia, sicuramente, l’amaro in bocca ai tanti modenesi che nel corso degli anni hanno toccato con mano la carità di don Gianni e don Dario e che non è, affatto, conclusa, come spiega il legale: << La difesa continuerà in tutte le sedi competenti, con la convinzione che la legalità, civile e canonica, debba valere per tutti, compresa la Parrocchia di San Benedetto Abate e chi oggi ne esercita la guida.>>

“<< Il diritto canonico è dalla loro parte. Basta con la denigrazione di due sacerdoti che consideriamo vittime di una ingiustificata persecuzione.>> Inizia…”

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