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META TOGLIE IL FACT-CHECKING DAI SUOI SOCIAL, ARRIVA UNA NUOVA “LIBERTÀ DI PAROLA”: COSA SIGNIFICA PER GLI UTENTI

Meta, il gigante dei social media, ha scelto di cambiare rotta segnando una svolta epocale nella gestione dei contenuti sulle sue piattaforme. Martedì, Mark Zuckerberg ha annunciato la fine del programma di fact-checking in un video ufficiale, definendolo un passo verso il ripristino della “libertà di parola.” “Torneremo alle nostre radici”, ha dichiarato il CEO. “Vogliamo ridurre gli errori, […]

Robby Giusti
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13 mar 2025 · 1 min lettura · 0 views
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Meta, il gigante dei social media, ha scelto di cambiare rotta segnando una svolta epocale nella gestione dei contenuti sulle sue piattaforme. Martedì, Mark Zuckerberg ha annunciato la fine del programma di fact-checking in un video ufficiale, definendolo un passo verso il ripristino della “libertà di parola.”

“Torneremo alle nostre radici”, ha dichiarato il CEO. “Vogliamo ridurre gli errori, semplificare le nostre politiche e mettere al centro la libera espressione.

Stop al programma di fact-checking, attivo da anni con l’aiuto di esperti esterni che moderavano i contenuti in oltre 60 lingue. Arrivano le “note della comunità“, un sistema già noto su X (ex Twitter), che consentirà agli utenti di aggiungere contestualizzazioni ai post, inizialmente negli Stati Uniti. Perché questa scelta? Secondo Zuckerberg e il nuovo responsabile delle politiche globali, Joel Kaplan, le regole erano diventate “troppo restrittive” e difficili da applicare senza creare abusi o limitazioni eccessive. Kaplan ha dichiarato: “Vogliamo fermare l’espansione incontrollata delle regole che ha portato a un’applicazione eccessiva e spesso non equilibrata.”

Questa decisione arriva in un momento delicato per gli Stati Uniti, con Donald Trump pronto a iniziare il suo secondo mandato da Presidente. Meta sembra voler anticipare le sfide future puntando su una moderazione meno invasiva, più vicina alla filosofia della libertà di espressione che aveva caratterizzato gli inizi di Facebook.

Stop al programma di fact-checking, attivo da anni con l’aiuto di esperti esterni che moderavano i contenuti in oltre 60 lingue. Arrivano le “note della…

Non mancano però le critiche: alcuni esperti temono che l’eliminazione del fact-checking possa lasciare spazio alla disinformazione. Tuttavia, Zuckerberg sembra puntare tutto sulla responsabilità degli utenti, come dimostrano le nuove “note della comunità”.

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CHI SCRIVE
Robby Giusti

Robby Giusti è un uomo dalle molte vite. La musica è la sua più grande passione, lo ha portato a firmare con EMI Music, vincere Sanremo International e collaborare con artisti di fama. Ma il suo percorso non si è fermato lì. Dall’Accademia Militare di Modena alla politica, dall’imprenditoria nel settore immobiliare e dei marmi alla comunicazione, ha sempre seguito la voglia di sperimentare. Ha fondato una casa editrice, una casa di produzione cinematografica e oggi è tra i maggiori esperti di social media in Italia. Tra satira e opinioni, musica, televisione e impegno sociale, continua a reinventarsi, senza mai abbandonare la sua passione per l’arte. Per lui, ogni sfida è solo un nuovo inizio. "Ogni dubbio è lecito..."

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