di Roberto Giusti Negli ultimi anni, molte amministrazioni comunali, in particolare quelle guidate dal Pd, in nome della cosiddetta “transizione ecologica” , stanno adottando una nuova politica di gestione del verde urbano: meno tagli, più natura. Un principio che, sulla carta, mira a tutelare la biodiversità e ridurre le emissioni di CO₂. Ma nella pratica, […]

di Roberto Giusti
Negli ultimi anni, molte amministrazioni comunali, in particolare quelle guidate dal Pd, in nome della cosiddetta “transizione ecologica” , stanno adottando una nuova politica di gestione del verde urbano: meno tagli, più natura. Un principio che, sulla carta, mira a tutelare la biodiversità e ridurre le emissioni di CO₂. Ma nella pratica, sta trasformando parchi pubblici, marciapiedi e rotonde in giungle urbane, dove a trarre beneficio non sono tanto le api… quanto le zecche, le zanzare, le pulci e i disservizi.
Partiamo dai pro, perché è giusto capire le ragioni alla base di questa scelta:
Tuttavia, tra teoria e realtà c’è di mezzo l’abbandono. E i cittadini se ne accorgono. Oggi, nelle nostre città e nei nostri paesi, l’erba alta non è più solo un esperimento ecologico, ma sempre più spesso il sintomo evidente di tagli al bilancio mascherati da ambientalismo.
In molti casi, questa “svolta green” ha poco a che fare con l’ambiente e molto di più con la voce “manutenzione” del bilancio comunale. Tagliare meno costa meno. Ma i costi sociali, sanitari e di sicurezza crescono, e non li calcola nessuno.
Non si tratta di tornare alla rasatura militare di ogni aiuola, ma di usare criterio e buon senso:
“Partiamo dai pro, perché è giusto capire le ragioni alla base di questa scelta:”
In nome della “sostenibilità”, stiamo smettendo di prenderci cura delle nostre città. Ma l’ambiente – quello vero – non è solo una foglia verde sui manifesti. È cura, gestione, equilibrio. E soprattutto: rispetto per le persone che vivono quegli spazi.
Robby Giusti è un uomo dalle molte vite. La musica è la sua più grande passione, lo ha portato a firmare con EMI Music, vincere Sanremo International e collaborare con artisti di fama. Ma il suo percorso non si è fermato lì. Dall’Accademia Militare di Modena alla politica, dall’imprenditoria nel settore immobiliare e dei marmi alla comunicazione, ha sempre seguito la voglia di sperimentare. Ha fondato una casa editrice, una casa di produzione cinematografica e oggi è tra i maggiori esperti di social media in Italia. Tra satira e opinioni, musica, televisione e impegno sociale, continua a reinventarsi, senza mai abbandonare la sua passione per l’arte. Per lui, ogni sfida è solo un nuovo inizio. "Ogni dubbio è lecito..."
Vedi il profilo →