di Robby Giusti In Italia ogni prodotto che acquistiamo è gravato da un’imposta del 22%. Si chiama IVA, imposta sul valore aggiunto. Vale su tutto: beni italiani, beni importati, persino sul latte prodotto a due passi da casa nostra. È una tassa che non fa distinzioni: colpisce tutto e tutti allo stesso modo, sia il […]

di Robby Giusti
In Italia ogni prodotto che acquistiamo è gravato da un’imposta del 22%. Si chiama IVA, imposta sul valore aggiunto. Vale su tutto: beni italiani, beni importati, persino sul latte prodotto a due passi da casa nostra. È una tassa che non fa distinzioni: colpisce tutto e tutti allo stesso modo, sia il piccolo produttore locale che l’importatore di beni cinesi o americani.
Negli Stati Uniti, invece, non esiste l’IVA. Lì vige un sistema basato sul cosiddetto sales tax, variabile da Stato a Stato. Ma quando si parla di prodotti che arrivano dall’estero, come quelli italiani o europei, il discorso cambia: entrano in gioco i dazi doganali.
È qui che molti iniziano a puntare il dito contro Donald Trump, reo – secondo alcuni – di aver “fatto la guerra commerciale” anche all’Europa. Ma se ci pensiamo bene, ha fatto davvero qualcosa di così scandaloso?
Trump ha semplicemente introdotto dazi del 20% su alcuni prodotti europei, come vini, formaggi e beni di lusso, per proteggere le aziende americane da quella che lui considerava concorrenza sleale. Una scelta politica, certo, ma anche economica: perché mai un prodotto italiano dovrebbe arrivare negli USA senza imposte, mentre un prodotto americano in Europa si becca il 22% di IVA?
In fondo, un dazio del 20% non è poi così diverso da un’IVA al 22%. La differenza? L’IVA è universale, il dazio è mirato. Il primo colpisce tutti, il secondo protegge il mercato interno. E se in Italia questo sistema viene accettato e digerito da decenni, perché scandalizzarci se un Presidente americano fa lo stesso per difendere il proprio Paese?
“Negli Stati Uniti, invece, non esiste l’IVA. Lì vige un sistema basato sul cosiddetto sales tax, variabile da Stato a Stato. Ma quando si parla di prodotti che…”
Forse è tempo di ragionare un po’ più a fondo su queste dinamiche, e smetterla di vedere ogni azione americana come un attacco. Magari, da certe strategie, potremmo persino imparare qualcosa.
Robby Giusti è un uomo dalle molte vite. La musica è la sua più grande passione, lo ha portato a firmare con EMI Music, vincere Sanremo International e collaborare con artisti di fama. Ma il suo percorso non si è fermato lì. Dall’Accademia Militare di Modena alla politica, dall’imprenditoria nel settore immobiliare e dei marmi alla comunicazione, ha sempre seguito la voglia di sperimentare. Ha fondato una casa editrice, una casa di produzione cinematografica e oggi è tra i maggiori esperti di social media in Italia. Tra satira e opinioni, musica, televisione e impegno sociale, continua a reinventarsi, senza mai abbandonare la sua passione per l’arte. Per lui, ogni sfida è solo un nuovo inizio. "Ogni dubbio è lecito..."
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