Ho appreso questa notizia da Il Giornale, in un articolo dell’amica Giulia Sorrentino che, lo dico sinceramente, mi ha lasciato senza parole. A Torino è stato dato il via libera a un progetto da circa 17 milioni di euro che comprenderà anche una grande moschea, un minareto, uno studentato, una biblioteca, sale studio e spazi […]

Ho appreso questa notizia da Il Giornale, in un articolo dell’amica Giulia Sorrentino che, lo dico sinceramente, mi ha lasciato senza parole.
A Torino è stato dato il via libera a un progetto da circa 17 milioni di euro che comprenderà anche una grande moschea, un minareto, uno studentato, una biblioteca, sale studio e spazi culturali.
Da cristiano, rispetto profondamente la libertà religiosa. Proprio per questo credo che la reciprocità, la trasparenza e il rispetto della nostra identità debbano essere principi non negoziabili.
La mia preoccupazione non nasce dalla presenza di persone di fede islamica. Nasce dalle dimensioni del progetto, dai finanziamenti provenienti anche dall’estero e dalla necessità di sapere con assoluta chiarezza chi finanzia, chi gestisce e quale impostazione culturale avrà un centro di questa portata.
Essere cristiani non significa avere paura delle altre religioni. Significa anche avere il coraggio di difendere la propria storia, le proprie radici e la propria libertà.
Io non voglio un’Italia che discrimini qualcuno per la sua fede. Ma non voglio nemmeno un’Italia che, in nome dell’integrazione, abbia paura di dire chi è.
Su progetti così importanti servono trasparenza, controlli, reciprocità e regole chiare.
E, come sempre, ogni dubbio è lecito.
“Da cristiano, rispetto profondamente la libertà religiosa. Proprio per questo credo che la reciprocità, la trasparenza e il rispetto della nostra identità…”
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