DOPO REGGIO EMILIA, ORA ANCHE IL CASO MODENA. Pochi giorni fa Mena Istafanous, il 26enne arrestato dopo aver aggredito una donna con un cacciavite e investito altre due persone a Reggio Emilia, è stato trovato morto in carcere. Adesso arriva un’altra notizia pesantissima: Salim El Koudri, il 31enne accusato per l’attentato del 16 maggio a […]

DOPO REGGIO EMILIA, ORA ANCHE IL CASO MODENA.
Pochi giorni fa Mena Istafanous, il 26enne arrestato dopo aver aggredito una donna con un cacciavite e investito altre due persone a Reggio Emilia, è stato trovato morto in carcere.
Adesso arriva un’altra notizia pesantissima: Salim El Koudri, il 31enne accusato per l’attentato del 16 maggio a Modena, avrebbe tentato il suicidio in carcere ingerendo farmaci. È stato trasportato in ospedale e, secondo quanto riferito da ANSA, non sarebbe in pericolo di vita.
Due vicende diverse, due storie giudiziarie diverse. Ma entrambe pongono una domanda che non possiamo ignorare: cosa sta succedendo nella gestione dei detenuti colpevoli di atti terroristici?
Questo non cancella di un millimetro le responsabilità per i fatti contestati, né il dolore delle vittime e delle loro famiglie. Ma uno Stato serio deve garantire giustizia, sicurezza e anche controllo all’interno delle carceri.
OGNI DUBBIO È LECITO.
“Adesso arriva un’altra notizia pesantissima: Salim El Koudri, il 31enne accusato per l’attentato del 16 maggio a Modena, avrebbe tentato il suicidio in carcere…”
#cronaca #Modena #ReggioEmilia #Cronaca