CITTADINANZA NEGATA: È GIUSTO DIRE NO A CHI NON SA L’ITALIANO? A Cadoneghe, nel Padovano, si chiude con un terzo tentativo senza esito la vicenda di Rachida Riadi, 62enne marocchina residente in Italia da anni. Il sindaco Marco Schiesaro l’ha riconvocata in municipio per provare nuovamente a completare il giuramento per la cittadinanza italiana, ma […]

CITTADINANZA NEGATA: È GIUSTO DIRE NO A CHI NON SA L’ITALIANO?
A Cadoneghe, nel Padovano, si chiude con un terzo tentativo senza esito la vicenda di Rachida Riadi, 62enne marocchina residente in Italia da anni. Il sindaco Marco Schiesaro l’ha riconvocata in municipio per provare nuovamente a completare il giuramento per la cittadinanza italiana, ma secondo quanto riferito non sarebbe riuscita a comprendere e rispondere alle domande.
Il sindaco ha quindi deciso di trasmettere gli atti alla Prefettura, che farà le valutazioni di competenza.
C’è però un particolare che merita attenzione: il figlio della donna, Yassine, ha pubblicamente difeso la posizione del sindaco, dichiarando che chi chiede la cittadinanza italiana dovrebbe conoscere la lingua.
E qui vogliamo aprire il dibattito senza slogan.
La normativa italiana prevede, per le domande di cittadinanza ai sensi degli articoli 5 e 9 della legge 91/1992, una conoscenza della lingua italiana almeno di livello B1, con alcune specifiche esenzioni.
Quindi la domanda che facciamo a voi è semplice:
dopo anni trascorsi in Italia, è ragionevole chiedere a chi vuole diventare cittadino italiano di saper comprendere e parlare almeno la nostra lingua?
Oppure ritenete che la cittadinanza debba poter essere concessa anche in presenza di forti difficoltà linguistiche?
Niente insulti e niente guerre ideologiche: diteci semplicemente come la pensate.
È GIUSTO NEGARE LA CITTADINANZA ITALIANA A CHI NON SA L’ITALIANO?
“Il sindaco ha quindi deciso di trasmettere gli atti alla Prefettura, che farà le valutazioni di competenza.”
#Cittadinanza #Cadoneghe #Italia